giovedì 31 dicembre 2020

Era basso, parecchio basso

Come c’era da immaginarsi, il mio articolo Ma insomma, quant'era basso questo Salvatore? ha suscitato veementi proteste da parte dei vinciani, i quali, presi dal panico, hanno cercato di assorbire il colpo come meglio potevano, chi girandosi dall’altra parte, chi proponendo improbabili misurazioni alternative, chi preferendo attacchi personali, magari con l’aiuto di Lotti, che viene sempre bbbuono quando si vuol buttare all’aria il tavolo. In realtà l’informazione sull’altezza della sbarra in foto è di straordinaria importanza per il calcolo della statura di Salvatore Vinci. Già il metodo grossolano del conteggio dei pixel usato nell’articolo consente di escludere valori irreali come i 170 cm massimi di Torrisi. Il soggetto, infatti, si trova pressoché accosto alla sbarra, e lo scatto è da distanza di vari metri, pertanto la distorsione prospettica non può incidere che per pochi cm. In ogni caso quei pochi sono tutti in aggiunta alla statura reale, poiché, essendo il punto di fuga più o meno all’altezza degli occhi, i pixel aumentano di peso via via che da questi ci si allontana. Ecco allora che i 162 cm calcolati per la figura grezza andrebbero diminuiti, di quanto però è difficile dire.
Per un dato più preciso servirebbe un software adeguato, in grado di trasformare un’immagine 2D in un’immagine 3D. Ce ne sono molti, anche di gratuiti, l’unico problema è che si tratta di strumenti dall’apprendimento non immediato, dei quali purtroppo non ho mai avuto occasione di servirmi. In più i grossi impegni lavorativi del momento – che mi costringono a metter mano allo studio di nuovi strumenti di lavoro – non mi lasciano molte risorse mentali, oltre quelle che già dedico all’hobby del Mostro. Ciò nonostante, ho deciso di provarci lo stesso, iniziando intanto a farmi un giro per Youtube, in cerca di qualche tutorial. E ho trovato questo: Trasformare foto e disegni in scene 3D - Tutorial trailer.
Conquistato dalla chiarezza di esposizione dell’autore, Luca Malisan, mi ero abbastanza tranquillizzato sulla possibilità d’imparare in fretta l’uso degli strumenti consigliati “fSpy” e “Blender”, attraverso un video acquistabile a modico prezzo. Però nello stesso tempo mi è venuta un’idea maligna: visto che i miei bisogni si esaurivano con la risoluzione del problema contingente, perché non provare a chiedere il calcolo allo stesso autore? Tanto più che il peso della sua esperienza avrebbe contribuito a rendere il dato ancora più probante. Luca Malisan, infatti, sembra essere un’autorità in materia, come è facile arguire dai seguenti link:

Il sito
Il canale Youtube
Facebook
Instagram

Quindi, il 27 dicembre 2020, gli ho mandato una mail. Questa:

Buongiorno signor Malisan,
mi chiamo Antonio Segnini, sono un anziano informatico professionista ma il mio campo è molto diverso dal suo, occupandomi di software applicativo, quindi maschere di gestione dati e database. Ho un hobby che occupa gran parte del mio tempo libero, lo studio del caso del Mostro di Firenze, per il quale nutro la speranza che un giorno o l’altro si riesca a uscire dallo stato di totale confusione in cui ci si trova adesso.
Sono arrivato alla sua pagina attraverso Youtube, essendomi messo alla ricerca di un modo per calcolare l’altezza di uno dei sospettati storici attraverso una foto, della quale una gentile impiegata del tribunale di Cagliari mi ha fornito la dimensione di un particolare. La persona all’interno della gabbia si chiama (o probabilmente si chiamava, non si sa se è ancora vivo) Salvatore Vinci. La gabbia, ancora esistente, poggia su uno zoccolo di legno alto 10 cm, zoccolo sul quale sono poggiati i piedi di Vinci. La gentile impiegata ha misurato l’altezza della sbarra orizzontale alla quale Vinci è quasi appoggiato. La misura risulta di 127 cm. Non sono riuscito a capire se tale misura sia stata presa fino a sotto la sbarra o fino a sopra, ma il risultato poco cambia, credo. In ogni caso mi devo porre nella condizione più favorevole ad aumentare la statura di Vinci, poiché è quella della quale intendo confutare il valore eccessivo esistente agli atti (1.65-1.70) del quale abusano gli appassionati che lo vogliono identificare con il Mostro di Firenze, che vari indizi portano a considerare piuttosto alto.
Non conosco programmi 3D neppure semplici, come credo sia blender, e adesso non ho le risorse mentali per mettermi a imparare la materia, neppure attraverso i suoi tutorial per quanto fatti benissimo. Devo già mettermi a studiare nuovi software per il mio settore, tecniche di trasformazione degli applicativi tradizionali in pagine WEB, Angular, ASP.NET e compagnia bella, stiamo per decidere con alcuni amici. Poi, in fin dei conti, utilizzerei lo strumento soltanto per questo caso. Quindi chiedo un aiuto a lei, che è un esperto. Riuscirebbe a calcolare in modo più preciso di quel che ho fatto io alla grossa, contando i pixel sulla foto, la statura del soggetto (comprensiva di scarpe, naturalmente) fornendomi anche gli elementi a dimostrazione? La ricerca storica della verità sulla vicenda del Mostro di Firenze gliene renderebbe merito.
Questo è il link all’articolo del mio blog dove tratto la questione. La foto è quella, in caso gliela allego.
Naturalmente la ringrazierò caldamente sull’articolo che scriverò, qualsiasi sia il risultato, anche se non è favorevole alle mie convinzioni, che capirà dalla lettura dell’articolo. Quel che conta è raggiungere la verità, qualunque sia.

La ringrazio molto se potrà darmi il suo aiuto, e le faccio gli auguri per le feste che ancora mancano.
Saluti, Antonio Segnini.


Ho allegato sia la foto originale, sia la foto ritoccata con Paint.NET, sia quella con indicati i pixel del mio calcolo. Il giorno dopo è arrivata la risposta. Questa:

Buongiorno Antonio,
non ho molto tempo a disposizione, purtroppo. Ma la sua richiesta era tutto sommato semplice, finché si tratta di ottenere un'informazione approssimata, e quindi ho provato a cimentarmi con essa.
C'è qualche problema di lettura dell'immagine, soprattutto rispetto alla posizione dei piedi. Ho migliorato la fotografia attraverso un software di ingrandimento basato su intelligenza artificiale, che permette di aumentarne il dettaglio. A mio parere lo zoccolo non sopraeleva l'intera gabbia, ma è solo sotto alle sbarre, e il piano del pavimento è lo stesso sia all'interno che all'esterno. Questo in base alle proporzioni fisiche: da disegnatore ho una certa conoscenza dell'anatomia e il pavimento della gabbia non può essere 10cm più alto del pavimento esterno, altrimenti la distanza ginocchio-pavimento (la tibia) sarebbe troppo corta. Anche la tipica piega che si forma al pantalone al di sopra della scarpa è leggibile nella foto appena al di sopra dello zoccolo. Ho tracciato in rosso sottile alcune linee che possono approssimare l'andamento del corpo. Pertanto le scarpe sono quasi del tutto nascoste dallo zoccolo, oltre che essere scure, e quindi è difficile posizionare con precisione il punto di appoggio dei piedi. Ho comunque ipotizzato una posizione "base" per il calcolo dell'altezza, in base alla mia esperienza di disegno. In ogni caso è un approssimazione per eccesso, comprensiva anche dell'eventuale suola della calzatura.
Proiettando le linee prospettiche verso l'altezza nota (la sbarra e lo zoccolo) è quindi possibile valutare l'altezza della testa. Ho replicato i 10cm di altezza dello zoccolo come valore di controllo ed effettivamente sono coerenti con i 127cm indicati per la sbarra orizzontale. In base a questo l'altezza della persona è sicuramente inferiore ai 160cm. Approssimativamente 157cm, comprensivi della suola delle scarpe.
Va però evidenziato che la posa è rilassata, in appoggio su una sola gamba, e con la testa leggermente portata in avanti (è una normale compensazione dell'equilibrio, mettendo le mani dietro la schiena). È una posizione nella quale l'altezza si può ridurre di molto, penso anche di 4-5cm, rispetto alla classica posizione in cui si sta quando si viene misurati.
Non so quanto possa esserle utile, ma è quello che riesco a fare nel poco tempo che posso dedicare alla cosa.

Ricambio gli auguri di buone feste, e buona giornata.
Luca Malisan


Come si vede, Luca ha pensato che la striscia su cui si innestano le sbarre fosse lo zoccolo che intendevo io, ma comunque ha capito da solo come stavano le cose. Lo si vede bene dall’immagine allegata, dove i piedi del soggetto poggiano effettivamente sullo zoccolo di legno alto 10 cm posato sul pavimento. Ed è da quello zoccolo che sono state prese le misure, con un’approssimazione che Luca qualifica per eccesso, con tendenza quindi all’aumento del risultato (NB: tra l'altro si vede bene che la sbarra orizzontale è stata posta ad altezza 129 cm, contro i 127 misurati dalla signora Orrù).


Come già avevo previsto, la statura è risultata inferiore a quella calcolata con il mio sistema grossolano, addirittura di 5 cm, 157 contro 162. Ma da buon esperto di disegno e di figure umane, Luca ha fatto anche di più, valutando di quanto potrebbe essersi abbassata la testa di Vinci rispetto alla classica postura di misurazione dell’altezza, con il corpo disteso al massimo. Secondo lui si tratta di 4 o 5 cm, in questo caso più dei 2 che avevo immaginato io.
Con questi dati potremmo quindi racchiudere la statura di Vinci in una forbice di 161-162 cm, comprensiva di scarpe. Già, il problema delle scarpe: di quanto alzavano la statura del soggetto? Io avevo presunto un valore di 4 cm, ottenuto con la misurazione su una scarpa classica che ho in casa, considerando sia il tacco che la tomaia. “La storia del tacco alto 4 cm è semplicemente ridicola, un oltraggio all'intelligenza”, ha tuonato un vinciano DOC sul gruppo Facebook di Flanz, con una frase dalla quale sembrerebbe di arguire che senza scarpe Salvatore Vinci possa addirittura diventare più alto! A scanso di equivoci ho ripetuto la misurazione, estendendola a due tipi di scarpa e fotografandola. Ecco i risultati.

Scarpa 1: 3,2 cm


Scarpa 2: 4 cm


La scarpa 1 è di tipo estivo, la 2 di tipo invernale, quindi più massiccia. Non sappiamo quali scarpe calzasse Salvatore Vinci al momento della foto, però, indossando un vestito elegante, quasi sicuramente si trattava di un modello classico, essendo la metà d’aprile non si sa se estivo o invernale. Che fossero particolarmente basse è però difficile, anche perché in genere gli uomini minuti fanno caso al tacco delle loro scarpe, preferendo modelli che regalano un pelino di statura in più. In ogni caso consideriamo una fascia di 3-4 cm. Ebbene, combinando questa misura con quelle proposte da Luca Malisan, possiamo affermare che la statura di Salvatore Vinci va collocata tra una minima di 157 cm (157 più 4 di correzione postura meno 4 di scarpa) e una massima di 159 cm (157 più 5 di correzione postura meno 3 di scarpa).

Conclusioni. Dopo l’intervento di un esperto come Luca Malisan e dei suoi strumenti software, è lecito sostenere senza tema di smentita che la statura di Salvatore Vinci era sotto il metro e sessanta. A questo punto non c’è che da scoprire come i fanatici vinciani cercheranno di rigirare la frittata, poiché purtroppo questo succederà. Vorrei far notare che quando ho scritto a Luca, mi sono impegnato moralmente a pubblicare il risultato del suo calcolo in ogni caso. L’appassionato non può che desiderare il raggiungimento della verità. Quale soddisfazione si può trarre dal piegare i dati per far quadrare le proprie convinzioni? Come ci si può sentire dentro quando si è raggiunto l’obiettivo di convincere sapendo bene di aver truccato le carte? Se ciò è comprensibile – ma certo non giustificabile – in chi ci guadagna su, non lo è in chi si dedica allo studio della vicenda per pura passione. Salvatore Vinci non arrivava al metro e sessanta, a questo punto i conti si devono portare avanti con questo dato non negoziabile.
Ringrazio infinitamente Luca Malisan per il suo lavoro. Assieme a Efisia Orrù ha fornito un non indifferente contributo al raggiungimento della verità su questa incredibile vicenda di malagiustizia.

14 commenti:

  1. Complimenti per l'approccio! Anche io come te sono un vecchio (nel senso reale del termine...) informatico. Mi sono appassionato alle vicende del Mostro un po' per il Covid e un po' perché mi attira molto dal punto di vista della logica. Credo che ti leggerò con molto interesse.
    Ettore

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    1. Grazie Ettore, vedrai che la vicenda non ti mollerà più. Gli infiniti ragionamenti su quale fosse il modo migliore di far ragionare il cervellone, da quando capiva soltanto il linguaggio delle schede perforate a oggi che quasi ci fai conversazione, mi hanno aiutato a districarmi in questa assurda confusione del Mostro. Vedrai che anche tu ti troverai bene, perché alla fine è sempre la logica a farla da padrone.

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  2. Grazie!
    Ps Una prima osservazione te la posso fare subito: ho cambiato idea già almeno 4 volte! E, devo dire, mi complimento con me stesso, nel senso che ritengo di non essere prevenuto, ma aperto a qualsiasi soluzione appaia più logica.

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  3. Trovo molto prezioso il contributo di Luca Malisan. La bassa statura di Salvatore Vinci si evince per altro da tutti i contributi filmati o fotografici. In particolare, è impressionante la fotografia in cui viene ritratto un giovane Vinci con accanto un uomo che lo sovrasta nettamente. Ma chissà, forse era un watusso o poggiava i piedi su un marciapiede alto quanto un tavolo... A parte gli scherzi, consiglio a Segnini di inserire gli articoli sull'altezza di Salvatore Vinci nella pagina dei contributi più rilevanti, e auguro a tutti una buona fine e un anno migliore. Giorgio

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  4. Antonio sull'altezza a questo punto mi pare ci siano pochi dubbi. Ma ai Vinciani vanno, a mio avviso, riconosciuti due punti di forza: 1- la famosa lettera "in me la notte non finisce mai" che una recente perizia attribuisce a Salvatore ( se fosse confermata sarebbe una coincidenza singolare che uno dei principali sospettati abbia scritto una lettera anonima dicendo di essere il Mostro) e 2- il famoso straccio trovato a casa sua che un altra recente perizia afferma che sopra di esso c'era sangue del Vinci misto a polvere da sparo. Lei che ne pensa?

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    1. Uno che scrive "magiore Torisi" secondo lei scrive anche una lettera del genere? Chissà, magari un giorno guarderò quelle scritte, per ora ho altro da fare.
      Davvero difficile credere a Vinci che infila uno straccio sporco in mezzo ad altri due, poi in una borsa di paglia e questa sotto una pila di coperte in un armadio. E' chiaro che qualcuno ce lo mise, e basta guardare a chi ce l'aveva con lui e venne anche condannata per calunnia per trovarlo. Scriverò prima o poi un articolo per la corsa a ostacoli che devono fare i vinciani per vedere il loro eroe nei panni del Mostro... Bisogna proprio essere dei grandi atleti.

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    2. Basta una semplicissima analisi stilistica per capire che la lettera in questione è opera di un mitomane acculturato, seppur poco originale giacché esprime pensieri banali raccattati qua e là, e non di un soggetto poco scolarizzato, per quanto intelligemte, come Salvatore.

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    3. Ripropongo qui una mia idea sulla lettera che la recente perizia calligrafica attribuirebbe a SV. Se non sbaglio la stessa giunge a La Nazione poco tempo dopo la clamorosa busta col frammento del seno di Nadine, certamente autentica. In quel periodo la cosiddetta “pista sarda” era ancora in pieno auge, lo stesso SV - per me innocente - aveva subito più volte controlli, pedinamenti, perquisizioni. Non potrebbe un esasperato SV essersi semplicemente accodato alla lettera autentica (fortuitamente per lui mancante di ogni rivendicazione scritta) in un goffo tentativo di allontanare la pressione degli inquirenti da sé? Al di là della “notte che non finisce mai”, malaugurato lirismo che ha finito per calamitare tutta l’attenzione, nel testo c’è un concetto a cui l’anonimo autore (che ovviamente contava di rimanere tale) sembra tenere ben di più, tanto da ribadirlo due volte: prima dice “avete sbagliato tutto.” e poco dopo “non commetterò più errori, la polizia sì.”, sottotesto: la pista su cui vi siete finora accaniti è un abbaglio, cercatemi altrove e lasciate in pace Vinci e famiglia. Insomma il fatto che quella lettera sia plausibilmente opera di SV non è necessariamente una prova che sia lui il MDF. Voi che ne pensate?

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    4. La lettera con il frammento di seno venne tenuta segreta a lungo. I giornali pubblicarono la notizia il 27 settembre. Quella di cui qui si discute arrivò alla Nazione una settimana prima.
      Da escludere fosse del Mostro, che non si vede il perché non avrebbe inserito il testo nella precedente, cui tra l'altro non fa cenno, proprio perché non ne conosceva l'esistenza.
      Mille a uno che non fosse neppure di Salvatore Vinci, che non era tipo da tali raffinatezze. La perizia calligrafica sarebbe da controllare bene, penso che se ne scoprirebbero tante falle. Già abbiamo avuto quella sullo Skizzen Brunnen...

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  5. no dai... mi sembra troppo romanzato. Io, personalmente penso abbia ragione Omar Quatar (tra l'altro il suo libro è scritto veramente molto bene, complimenti!) però mettiamoci nei panni di uno che ha sempre pensato a Salvatore come il Mostro. Se fosse confermata questa perizia... comunque penso che anche questa storia finirà nel nulla perché nessuno riuscirà a provare niente di concreto.

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  6. Complimenti Antonio per il lavoro sulla statura del nano, un ulteriore elemento a scagionarlo dall'essere il mdf. La perizia che stabilisce che la lettera è stata scritta da SV è una fake news!

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  7. Buongiorno dott. Segnini. Intanto mi complimento per il suo lavoro. Le volevo fare una domanda, se me lo consente, anche se risulta essere OT rispetto a questo post. Quale sarebbe l'esatta dinamica degli avvenimenti che misero in relazione il delitto di Signa con gli altri? Perché nella wiki si parla di fortuito ritrovamento d'archivio eseguito spontaneamente da personale della procura, mentre altri dicono che ci si arrivò successivamente una segnalazione anonima. Glielo chiedo perché non mi sembra di trovare nei suoi scritti un riferimento preciso (o forse mi è solo sfuggito) e perché mi pare un dettaglio abbastanza rilevante sul quale pochi hanno ragionato estesamente. Grazie in anticipo

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  8. Qualcuno saprebbe dirmi che grado di istruzione avevano Pacciani e Salvatore Vinci?

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