martedì 7 agosto 2018

La diffida di Mignini e le telefonate a Dora

Finalmente ho potuto prendere visione del mio intervento sul “Forum dei mostri” che tanto ha fatto arrabbiare Giuliano Mignini. Prima di esaminarlo, vorrei ricordare a chi legge che nelle discussioni sui cosiddetti social è difficile mantenere sempre la calma, poiché si scrive di getto, spesso sull’onda dell’emozione. Per quanto riguarda lo spazio del “Forum dei mostri” per me è doppiamente difficile, trovandomi alle prese con utenti che disprezzano le mie posizioni, e anche per questo è raro che mi ci affacci, né per leggere né tantomeno per scrivere. In questo particolare caso ero intervenuto su stimolo della lettura di un altro social su Facebook, al quale non sono iscritto, dove era stato proposto il mio articolo sulla frattura Narducci. Anche se su tale social le sciocchezze sono all’ordine del giorno, per pura curiosità una rapida occhiata gliela do lo stesso, quindi avevo potuto leggere alcuni giudizi faziosi e inesatti sull’articolo della frattura – al quale tengo molto, confesso, non per niente l’avevo scelto per inaugurare il mio blog – che mi hanno innervosito. E a questo punto ho fatto l’errore di tornare dopo tanto tempo nel “Forum dei mostri” – dove invece sono iscritto come “anto4pr” – illudendomi di poter discutere con utenti qualificati anche se “nemici”. Ebbene, già il primo intervento – di davvero basso livello – dell’amministratore di detto forum, mi ha subito chiarito quale fosse il clima, facendomi innervosire ancora di più.
Ma veniamo finalmente al mio intervento; si trattava di una risposta a quest’altro, di un certo Jurassic: “Che la frattura era avvenuta in vita lo confermò - in base ai risultati dell'autopsia - anche Mignini in una conferenza a cui ho assistito”. E questa è stata la mia risposta:

Quello che dice Mignini conta poco, visto che è parte in causa. Poi, dopo le [inesattezze] sulle telefonate di Dora, da me dimostrate, chiunque preferisca la verità alle favole farebbe bene a farci sopra una grande tara. In ogni caso Pierucci stesso non si sentì di formulare un giudizio sul vitale/non vitale della frattura, quindi mi sembra che la questione possa essere accantonata, poiché non c'è possibilità di dimostrazione né in un senso né nell'altro.

Al posto della parola “inesattezze” ce n’era un’altra, che non voglio scrivere ma che chi legge può immaginarsi, e che comunque Giuliano Mignini ha riportato nella sua diffida. Comincio col riconoscere che scrivendo che Pierucci non si era sentito di formulare un giudizio sul vitale/non vitale della frattura avevo compiuto un errore, poiché il giudizio l’aveva formulato, anche se basandosi su un’opinione fondata sulla logica e non su una dimostrazione scientifica (e quindi certo non era, soltanto molto molto convinto). Ma veniamo al nocciolo del problema. L’ex PM si è risentito e ha minacciato querele per la frase “dopo le [inesattezze] sulle telefonate di Dora, da me dimostrate”. Ebbene, non ho nessuna difficoltà a ritirare la parola che sta al posto di “inesattezze” chiedendo scusa, vorrei però illustrare al dottor Mignini il modo in cui a quella parola sono arrivato, avendo la speranza che mi legga e possa indicarmi dove il mio ragionamento difetta. Per questo mi azzarderò a rivolgermi a lui in modo diretto.

Innanzitutto è bene premettere che il mio dissenso da quello che Lei, dottor Mignini, ritengo sostenga riguarda la correlazione tra le minacce all’estetista e la partenza delle indagini su Narducci. Partiamo da quanto viene riportato nella sentenza Micheli della Sua requisitoria riguardante questo argomento:

Nel settembre – ottobre 2001, la Squadra Mobile della Questura di Perugia sta seguendo un caso stranissimo, che tutt’oggi, nonostante un’intervenuta condanna patteggiata, presenta degli aspetti oscuri e torbidi. È il caso delle quotidiane minacce telefoniche dal contenuto e dalle modalità espressive degne di un film horror, che una estetista di Foligno, certa FALSO DOROTEA, riceve da mesi, da più persone (un uomo certamente e, forse, una o più donne) che, con voce alterata, si affermano appartenenti ad una congrega di tipo satanista. È un fatto, non un giudizio, se lo ricordi qualcuno che, in maniera sin troppo sospetta, grida allo scandalo non appena si affronta l’argomento e confonde, deliberatamente, il fatto oggettivo con le supposte convinzioni degli inquirenti. Ad un certo punto, attorno alla metà di ottobre 01, il contenuto delle minacce, dapprima piuttosto generico, assume, via via, dei riferimenti, sempre più precisi, alla tragica vicenda fiorentina e, in particolare, dapprima alla figura di PIETRO PACCIANI, poi, anche a quella di un medico, identificato esplicitamente in FRANCESCO NARDUCCI.

Seguono degli esempi di queste telefonate, che la stessa Falso aveva registrato su varie cassette (qui ne riporto soltanto alcuni):

“tutti i bambini con la testa rossa come tuo figlio ci piacciono, farà la fine di PACCIANI”
“finirà come PACCIANI che ha tradito”
“Presto per te arriveranno le tenebre di Satana… verrai uccisa e seppellita come l’amico di PACCIANI….del Lago Trasimeno”
“tu sei puttana e tuo figlio ce lo prendiamo noi in nome di Satana e sempre in nome di Satana maledetta sarai uccisa come i traditori PACCIANI e il grande medico”
“il dottore, il grande dottore NARDUCCI… lui è un traditore come PACCIANI di Satana ed è morto, morto E tu farai la stessa fine, puttana…”
“sarai sacrificata in nome di Satana come il grande dottore NARDUCCI, come tutti gli amici di PACCIANI traditori di Satana. Povera puttana deficiente, fai schifo… sei brutta, è la tua fine”

Così prosegue la Sua requisitoria:

La stessa Squadra Mobile di Perugia non se ne sta inerte e, in una delle note che accompagnano la strana evoluzione della vicenda FALSO DOROTEA, richiama la morte del gastroenterologo e i suoi ipotetici rapporti con la tragica sequenza omicidiaria fiorentina.
Alla luce di tale nota, sempre nell’ambito del procedimento sulle minacce telefoniche, riprende, anzi, questo PM prende per la prima volta, lo scarno fascicoletto “Atti relativi alla morte di FRANCESCO NARDUCCI”…

Io, dottor Mignini, da questo scritto ho capito che la presa in carico del fascicolo su Narducci fosse stata innescata dalla comparsa dei collegamenti tra lui e Pacciani nelle registrazioni delle minacce, quei riferimenti che del resto Lei stesso aveva riportato nella Sua requisitoria (“l’amico di PACCIANI….del Lago Trasimeno”, “il grande dottore NARDUCCI… lui è un traditore come PACCIANI” e via andare). Senza naturalmente confondere le parole dell’uno con quelle dell’altro, va comunque detto che anche il dottor Giuttari – tra i Suoi maggiori collaboratori nell’inchiesta Narducci – lascia intendere la medesima cosa nei propri libri. Chi non si è emozionato leggendo il capitolo “Il grande medico” ne Il Mostro, dove ogni riga trasuda pathos a profusione?

Squilla il telefono nell'istituto di Foligno dove lavora Dora. Lei solleva la cornetta e prima ancora di salutare il cliente riconosce il fiato corto, affaticato. […]
«Ricorda il dottore amico di Pacciani... traditori di Satana... I traditori Pacciani e il grande medico... Narducci... finito nel lago strangolato.»
«Presto per te arriveranno le tenebre di Satana. Come l'amico di Pacciani, nel lago Trasimeno.»
Le telefonate si susseguono.
Dora li fa parlare. E registra tutto.
Ora è davanti a un ispettore della Squadra Mobile della Questura di Perugia, che ascolta incredulo il nastro, la prova della denuncia per le minacce di morte che è venuta a sporgere. […]
Ma questa volta Dora è fortunata: l'ispettore avvisa subito il PM che sta coordinando l'indagine su un caso in cui è coinvolto un parente di lei, che è il motivo per cui quel giorno è stata convocata in Questura.
Il PM è Giuliano Mignini.

E sul collegamento tra le minacce all’estetista e la partenza dell’inchiesta Narducci Lei stesso credo sia tornato più volte durante le numerose conferenze tenute in questi anni. Mi sono ascoltato, ad esempio, questa BN LIVE, dove, al minuto 1.21.36, dopo aver parlato delle telefonate, Lei dice: “Questa è stata l’occasione per iniziare l’indagine”.
Durante le mie ricerche tese a ottenere una prima ricostruzione storica della vicenda, ho avuto la fortuna di recuperare una abbastanza nutrita documentazione anche su questo argomento, che poi ho utilizzato per scrivere il mio articolo “Firenze-Perugia andata e ritorno” attualmente in corso di revisione legale. Può immaginarsi il mio sconcerto quando quello che leggevo non tornava per nulla né con le affermazioni letterarie del dottor Giuttari né soprattutto con quelle ben più significative da un punto di vista storico contenute nella Sua requisitoria, tantoché mi sono persino domandato se la documentazione in mio possesso fosse stata autentica. Le ampie rassicurazioni ricevute da chi me l’aveva fornita mi hanno costretto a “farmi persuaso” che sulle telefonate all’estetista né Lei né il dottor Giuttari l’avevate raccontata giusta. Ebbene, questo sarebbe il momento buono per convincermi del contrario, e per questo Le presenterò i documenti essenziali di cui mi sono avvalso e dei quali eventualmente Lei potrebbe contestare l’autenticità o integrarne le mancanze.
Il primo documento che sottopongo alla Sua attenzione e a quella dei lettori è il verbale di audizione presso la Questura di Perugia dell’estetista. Era il 29 settembre 2001, e quella fu l’occasione in cui la donna consegnò le prime due cassette di minaccia che aveva registrato. Come si può vedere, nel documento si nomina Pacciani ma non Narducci.


Ecco invece, a scanso di equivoci, il verbale di consegna delle due cassette:


Proseguiamo con la nota della Questura del 9 ottobre successivo a Lei indirizzata dove, come si legge nella Sua stessa requisitoria, si “richiama la morte del gastroenterologo e i suoi ipotetici rapporti con la tragica sequenza omicidaria fiorentina”.



Ne riporto per comodità di chi legge la trascrizione di alcune parti.

Con riferimento al procedimento penale indicato in oggetto, nel proseguo delle attività di indagine inerente le telefonate minatorie e quant’altro esposto nel verbale di sommarie informazioni già trasmesso, si comunica quanto segue:
al fine di stabilire se le persone autrici del reato, allo stato degli atti ancora non identificate, facciano parte o meno della setta satanica a cui fanno riferimento nelle conversazioni telefoniche, nonché siano interessate o coinvolte nella morte di Pacciani e/o comunque legate all’attività della persona che fu definita “il mostro di Firenze”, si ritiene opportuno chiedere all’Autorità giudiziaria in indirizzo di volere valutare l’opportunità di concedere le seguenti deleghe di indagine:

1)      acquisizione del fascicolo processuale inerente la persona del dr. Narducci Francesco, perito a seguito di probabile suicidio;

2)      delega all’acquisizione di sommarie informazioni da parte della professoressa Barone, impiegata quale medico legale presso l’istituto di Medicina legale di Perugia.

Le richieste sono motivate dai seguenti motivi:
per quanto riguarda il cap sub a), come è ormai noto, voci insistenti avevano indicato il Dr. Narducci quale materiale esecutore dei “tagli” di parti del corpo, effettuati dal mostro di Firenze, e che per di più avrebbe conservato in modo e luoghi adatti; non solo, la “famosa” moto che venne vista sul posto dell’ultimo omicidio sarebbe stata uguale a quella in possesso del Dottore. Detto mezzo non fu mai ritrovato.

L’importanza storica di tale documento è grandissima, poiché proprio da qui parte l’intera inchiesta Narducci, che ancor emoziona tanti appassionati. Vi si parla delle telefonate, ma ancora non si dice che in quelle telefonate si sarebbe fatto riferimento a Narducci, la cui richiesta di acquisizione del relativo fascicolo sarebbe “motivata da altri motivi”, in particolare da “voci insistenti [che] avevano indicato il Dr. Narducci quale materiale esecutore dei “tagli” di parti del corpo, effettuati dal mostro di Firenze, e che per di più avrebbe conservato in modo e luoghi adatti”. In sostanza le famose “chiacchiere” così spesso biasimate dal giudice Micheli.
La signora Falso venne poi da Lei ascoltata una settimana dopo (16 ottobre). Ecco il relativo verbale:



Ebbene, nel documento ancora non si legge di alcun riferimento a Narducci. E in effetti, nelle trascrizioni delle due audiocassette, il cui verbale è datato 23 ottobre ed è nella mia disponibilità, Narducci né viene nominato né viene in nessun modo – neppure indiretto tipo medico del lago o simili – evocata la sua figura. Pacciani invece sì, in tre telefonate:

Telefonata 11: “Bocchinara, lo sai noi sappiamo tutto… tutti i bambini con la testa rossa come tuo figlio ci piacciono, farà la fine di Pacciani per un nostro servo maleficio (?), puttana… la puttana la farai… con nostro signore satana e tuo figlio ce lo prendiamo noi”.

Telefonata 12: “Hai molta paura ehh tuo figlio lo riconosciamo anche se lo dipingi di nero, è rosso, tuo figlio è rosso, satana lo vuole, non capisci proprio un cazzo, non capisci un cazzo.
Ehh ehh, finirà come Pacciani che ha tradito ahh.”.

Telefonata 32: “Il tuo ciarlatano è un sacrilego, farà una brutta fine, anche tu, vi preleveremo il sangue il tuo e il suo, di quel ciarlatano la tua testa sarà portata e seppellita nelle colline di Firenze dove c’è anche quel bastardo di Pacciani”.

Le minacce alla signora Falso andarono avanti per molto tempo ancora, forse mi pare addirittura un paio d’anni, e in parallelo lei continuò a registrarle su cassetta. Finalmente, sulla cassetta numero 7, il cui verbale di trascrizione riporta la data del 22 maggio 2002, in due telefonate si fa cenno a Narducci senza nominarlo:

Telefonata 166: “Verrai uccisa e seppellita come l'amico di Pacciani… del lago Trasimeno”.

Telefonata 167: “Stai zitta, fa silenzio. Tu ricorda il dottore amico di Pacciani”.

Infine, sulla cassetta numero 9, il cui verbale di trascrizione riporta la data del 15 luglio 2002, in quattro telefonate compare il nome di Narducci:

Telefonata 180: “No, non è il tuo. perché tu sei puttana e tuo figlio ce lo prendiamo noi in nome di satana e sempre in nome di satana maledetta sarai uccisa come i traditori Pacciani e il grande medico”.

Telefonata 183: “Finirai come i traditori di Firenze Pacciani e il grande dottore”.

Telefonata 192: “Non li leggi i giornali? Il dottore, il grande dottore Narducci… Lui è un traditore come Pacciani di satana ed è morto, morto. E tu farai la stessa fine pottana”.

Telefonata 194: “No, la tua morte non è fantasia, è realtà. Sarai sacrificata in nome di satana come il grande dottor Narducci, come tutti gli amici di Pacciani traditori di satana”.

Non è il caso di riportare i verbali interi di trascrizione, a comprova di quanto ho affermato possono bastare le due seguenti immagini, con la prima che testimonia delle date di trascrizione dei verbali nominati, e la seconda che riporta la ricerca dei termini significativi su tutte le 18 cassette registrate fino a quel momento (16 giugno 2004). Questa seconda immagine è la prova che la figura di Narducci venne evocata a partire dalla cassetta 7 e nominata a partire dalla cassetta 9.



Ora, come Lei sa meglio di me dottor Mignini, già il 25 ottobre 2001, quindi con un anticipo di sette mesi sulla trascrizione della cassetta in cui per la prima volta comparve un riferimento a Narducci, era stato iscritto a modello 44 – notizie di reato a carico di ignoti – un nuovo fascicolo, il famoso 17869/01, padre di tutta la gigantesca inchiesta sulla morte del medico umbro. Adesso credo che possa capire meglio come in una discussione accesa in un forum dove tutti mi attaccavano avessi potuto lasciarmi sfuggire il termine da sostituire a “inesattezze” in riferimento alle Sue affermazioni sul collegamento delle telefonate all’estetista e la partenza dell’inchiesta Narducci. Della qual cosa di nuovo mi scuso, però insieme le confesso il mio desiderio, che credo sia anche quello di tutti gli appassionati, di capire qualcosa in più di questo passaggio delle indagini.
La mia imperiosa tentazione è quella di ritenere che la vicenda della morte di Narducci venne ripresa in esame non perché i ridicoli satanisti ne avevano fatto il nome nelle loro telefonate, ma semplicemente perché il personaggio era idoneo a ricoprire il ruolo di mandante, in quei giorni di delirio esoterico, e a qualcuno l’idea piacque. Anzi, quasi certamente furono proprio le nuove indagini che fecero comparire il suo nome nelle telefonate stesse. Il sospetto nasce da un semplice incrocio di date. La cassetta numero 7 venne trascritta il 22 maggio 2002, e poiché conteneva soltanto cinque telefonate – in pratica il nastro era quasi completamente vuoto, vuol dire che l'estetista era corsa in Questura appena aveva sentito il nuovo argomento – si deve presumere che queste fossero di soltanto qualche giorno prima. Ebbene, il 20 maggio era stata depositata la perizia sugli atti del 1985 fatta dal professor Pierucci, dove si consigliava la riesumazione del cadavere. Credo sia lecito sospettare una correlazione tra i due eventi, evidentemente in qualche modo i sedicenti satanisti erano venuti a sapere di quel che bolliva in pentola – e soprattutto sarebbe bollito di lì in avanti – su Narducci, e avevano arricchito le loro minacce con i riferimenti anche a lui.
Tra l'altro converrà con me dottor Mignini che la vicenda giudiziaria di questi presunti satanisti che all'inizio sembrano i parenti della Falso e poi diventano uno spasimante che patteggia ha davvero qualcosa di poco chiaro, come del resto ammise Lei stesso nella Sua requisitoria.

A questo punto tirerei le conclusioni. Trascinato dalla foga, io senz’altro ho commesso un gravissimo errore scrivendo la parola che sta al posto di “inesattezze” in quell’intervento sul “Forum dei mostri”, nondimeno mi pare che la vicenda delle telefonate all’estetista andrebbe chiarita. Non si tratta di un elemento marginale, addirittura ci fu chi – il compianto Mario Spezi e il giornalista di "Chi l'ha visto" Pino Rinaldi – cercò di sostituire la figura di Narducci con quella di un altro medico, suscitando la Sua inflessibile reazione. Spero pertanto che la medesima persona che L’ha avvertita prima Le segnali anche questo articolo, e che Lei decida di intervenire esponendo le Sue ragioni.

11 commenti:

  1. Facendo un rapido controllo sugli archivi di alcuni quotidiani, ci sono dei riferimenti alla strana morte di Narducci già nel gennaio 2002, in relazione alla vicenda del mostro di Firenze. La relazione causa-effetto sarebbe pertanto ribaltata: dalle indagini sui mandanti in cui trapela il nome di Narducci si arriva al suo nome nelle minacce telefoniche a Dorotea, non il contrario. Diciamo che fu un colpo di fortuna per l'inchiesta sui mandanti, a non voler essere troppo maliziosi. Per avere le idee più chiare, per quale motivo fu tirata fuori la strana morte di Narducci verso la fine del 2001? Fu la Carlizzi a tirarla fuori per prima? Purtroppo non posso controllarlo sugli articoli dedicati alla pista esoterica, perchè è stato costretto a toglierli per una prudente revisione.

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    1. In attesa del possibile intervento del titolare delle indagini, posso dare la mia interpretazione.
      A quel che ne so io, in un articolo di Repubblica del 25 gennaio, probabilmente su soffiata della Carlizzi, era già uscita la notizia delle nuove indagini, anche sul Tirreno, quindi i sedicenti satanisti si presume ne fossero stati al corrente. Però su Narducci ancora non dissero nulla. Attesero l'esito della perizia di Pierucci, dalla quale credo dipendesse o no il proseguimento dell'inchiesta. E Pierucci disse sì, c'era da riesumare il cadavere, quindi i satanisti procedettero con i loro piani.
      Quali erano i piani e quali gli obiettivi? In questo clima di minacciate querele non si sa bene fin dove è possibile spingersi, in ogni caso non si può impedire che nel proprio intimo una persona possa pensar male quando si verificano certe coincidenze.

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  2. I documenti che hai pubblicato erano a disposizione di Spezi e Rinaldi al tempo della loro incriminazione? Se così fosse, mi chiedo perché non avessero incentrato la difesa sulle tue stesse argomentazioni. Rinaldi riconosce di aver preso una "cantonata" che invece -fosse corretta la tua ricostruzione- non sarebbe stata tale.

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    1. Nel 2004 la documentazione sulle telefonate era ancora nei faldoni di istruttorie non chiuse, a Firenze e a Perugia, quindi non credo proprio che Spezi, Rinaldi e Brizioli vi avessero avuto accesso. D'altra parte la loro condotta lo dimostra. E non si può dire che avessero avuto ragione, poiché in effetti Giampiero Puletti non c'entrava nulla. Ma comunque il loro lavoro poggiava sulla sabbia, poiché non era stata la comparsa del "medico del lago" in quelle telefonate a far partire l'inchiesta Narducci.
      Sono ancora in attesa delle eventuali precisazioni di Giuliano Mignini, ma ritengo ci sia poco da precisare: la figura di Narducci venne tirata fuori dal mazzo dei sospettati storici per una precisa scelta di qualcuno... Motivo? Gli attori in gioco erano diversi, e ognuno aveva il proprio... Chissà se in mezzo c'era anche la volontà di dare giustizia alle povere vittime del Mostro, tu che ne pensi?

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  3. Per me assume una notevole importanza il fatto che la pista imboccata da Mignini si rivelò fruttuosa, oltre che fortemente avversata, a Perugia come a Firenze. E' un fattore che mi fa escludere il depistaggio e in cui vedo la volontà di dare giustizia alle vittime e a Narducci in primo luogo. Perché in questa vicenda del lago Trasimeno si dà per scontato che i parenti e tutto l'entourage agissero nell'interesse del defunto mentre gli inquirenti (e la vedova) contro. Possiamo escludere la possibilità, ventilata da amici di Narducci, che sia stato anche lui vittima del "sistema" mdf (o di Lotti nella tua ipotesi)? Così fosse le azioni sconsiderate volte ad evitare l'autopsia (e tutte le successive, comprese quelle avviate 17 anni dopo) potrebbero aver "condannato" Narducci alla condizione di eterno sospettato.
    Detto questo non posso che sperare i tuoi dubbi trovino risposte.

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    1. Guarda, prima di tornare a parlare di Narducci preferisco attendere l'eventuale intervento di Giuliano Mignini su queste telefonate. Sono convinto che sia già stato avvertito della presenza di questo articolo, se tu puoi accertartene con i tuoi compagni di forum ti prego di farlo.
      Dopodiché mi sentirò in diritto di continuare a dire la mia sull'argomento, ripubblicando gli articoli sulla pista esoterica, se necessario purgati, e proseguendo con dei nuovi. In quella sede offrirò la mia interpretazione sulla morte di Narducci. Intanto prova ad ascoltare l'ex PM nel filmato che ho linkato sopra, al minuto 1.20.50 racconta di aver visto Narducci poco prima della sua morte, e fa il ritratto perfetto di una persona sofferente che potrebbe aver avuto per questo, soprattutto in confronto con quello che era prima, un buon motivo per uccidersi.
      Tutto porta a pensare che il poveretto si fosse suicidato, con la storia del doppio cadavere che è soltanto frutto di testimonianze e dati imprecisi e troppo lontani nel tempo opportunamente interpretati in chiave omicidaria. Però, ripeto, di tutto questo mi interesserò più avanti, spero anche con documenti nuovi dei quali sono in attesa.

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  4. Non c'è alcun rapporto privilegiato tra i miei compagni forumisti e Mignini. Come tutti, se vogliamo fare una domanda a Mignigni, bisogna che qualcuno di noi vada materialmente ad un convegno nella speranza di riuscire a prendere la parola. La segnalazione cui fa riferimento nella diffida può essere arrivata da qualsiasi parte o forse -per correttezza e per preservare la propria privacy nella navigazione- ha usato semplicemente "distacco". Per quel che ne sappiamo può anche avere attivato "alert" sul suo nome come qualsiasi altro personaggio noto. La questione, insomma, la questione non ci vede coinvolti nei termini che ipotizzi. Mignini ha segnalato il post all'amministratore e questi l'ha eliminato perché era corretto farlo.

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  5. Spero che tu te la senta di continuate l'eccellente lavoro, malgrado tutto.

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    1. Di sicuro. Grazie per l'incoraggiamento.

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